Bergman, Magnani, Rossellini: un triangolo di passioni nell’Italia del dopo guerra

17 Mar

Non so se sia la primavera o io che sto diventando tragicamente romantico, ma ho voglia di cose belle. E tra le cose belle c’è sicuramente questa: Ingrid Bergman; bella, bellissima, favolosa. Ucciderei per uno sguardo come quello che riceve Lazlo mentre canta la Marsigliese in Casablanca. Languore cristallino.

Ingrid BergmanE visto che parliamo di cose belle, vi racconto questo aneddoto. Per me, si tratta di sollucchero ai massimi livelli.

Corre l’anno 1948 (sottolineo, 1948) e Ingrid Bergman, aka la più famosa attrice del mondo (Casablanca, Per chi suona la campana, Notorious e quattro nomination all’Oscar), vede in una saletta d’essai due film, Roma città aperta e Paisà, di quello che sta diventando il più famoso regista italiano nonchè inventore del neorealismo: Roberto Rossellini. Le proiezioni smuovono qualcosa in lei, che scrive subito una lettera all’italico cineasta.

ANNA-MAGNANIRossellini la ricevette a Roma il 7 maggio 1948, e in quel preciso momento per la sua compagna Anna Magnani (la più famosa attrice italiana, grande, immensa icona della mediterraneità) fu la fine. Il regista andò a Londra, dove la Bergman stava girando un film di Hitchcock. Lì incontrò anche il marito svedese di Ingrid, che però era in crisi coniugale. Poi un weekend a Parigi, infine altri incontri a New York e a Los Angeles, dove l’ormai acclamatissimo regista era andato a ritirare dei premi. Fra loro, i due parlavano francese. E Rossellini le propose subito di recitare nel suo nuovo film, Stromboli, senza dirle che la parte era già prevista per la Magnani. Ingrid lo invitò a una festa a casa sua come ospite d’onore.

conilmaritorobertorosselliniC’era il meglio di Hollywood: Gary Cooper, Bette Davis, Frank Capra. Rossellini non sapeva l’ inglese, ma questo non gli creava alcun imbarazzo. Il suo obiettivo era Ingrid. E sapientemente, alla sua maniera, era riuscito a raggiungerla in cucina per potere restare un momento da solo con lei. Molti anni dopo la Bergman raccontò a Renzo Rossellini, primo figlio di Roberto, che «forse lì, in cucina, era stato concepito Robertino», il bambino che nacque l’anno dopo. E Renzo si era divertito a insistere sui dettagli, domandandole: «In piedi?». «Quasi!», aveva chiuso il discorso lei, con un sorriso arrossito. Nella mia fantasia in quel momento lei ha la gonna lunga plissettata in rosa antico, la stessa che portava al bar di Rick; suddetta gonna che io non ho mai osato alzare nemmeno nei sogni più sfrenati, figurarsi immaginare Ingrid prona sul tavolo con i bicchieri e le Avocado buttate in terra. Sto impazzendo, letteralmente.

500fullIl problema era che Rossellini si trovava già impegnato a girare Stromboli con un giovane produttore siciliano. Quando ci fu la rottura con la Magnani, la produzione mollò Roberto e scritturò un regista tedesco (William Dieterle, soprannominato Dhitler per la precisione teutonica), per far interpretare egualmente il film alla Magnani, cambiando il titolo in Vulcano e girandolo nell’ isola eoliana adiacente. Così per tutta la calda estate del 1949 si svolse la «guerra delle isole»: a Stromboli la troupe di Rossellini con la Bergman, a Vulcano quella della Magnani. Con una gara a chi finiva prima, ovviamente vinta dal tedesco cui bastarono sette settimane di riprese, contro le quindici (rispetto alle otto preventivate) del disordinato Rossellini. Il quale peraltro era anche immerso nella focosa passione con Ingrid. Sono in solluchero totale, voi no? Dai, ditemi come si fa non amare l’Italia. Quella della Magnani, magari questa di Belen un po’ meno..

ingrid_bergman-1Tutti i giornali del mondo seguirono la sfida. Per l’opinione pubblica americana fu uno scandalo enorme: la Bergman, fino ad allora considerata una santa, divenne subito un’adultera da lapidare. Fu accusata di essere «l’apostolo della depravazione di Hollywood». Solo il grande scrittore Ernest Hemingway difese la star svedese, se permettete non male come avvocato. Il caso arrivò addirittura al Senato americano, dove il senatore Edwin Johnson del Colorado la definì “potente distillatrice del male e cultrice del libero amore”.

Anna Magnani OscarAl botteghino Stromboli stracciò Vulcano. Anche perché proprio nel giorno della prima di quest’ultimo, il 2 febbraio ’50, nacque Robertino, figlio di Rossellini e di Ingrid, che rubò tutto lo spazio sui giornali. Nel ’55 però la Magnani si prese tutte le rivincite, professionali e private: mentre lei vinceva l’Oscar con La Rosa Tatuata, il matrimonio con la Bergman crollava. Non prima di aver generato due gemelle, Isotta Ingrid e Isabella. Isabella Rossellini, ça và sans dire.

E il popolo? Bhe il popolo adesso non può proprio fare a meno di leggere cosa scrisse Ingrid nella famosa lettera. Eccola qui, secondo me è qualcosa di devastante. Non si conoscevano ancora e lei, come detto la più famosa attrice del momento, aveva solo visto due sue pellicole.

«Mister Rossellini, ho visto i suoi film Roma città aperta e Paisà, e li ho apprezzati moltissimo. Se ha bisogno di un’attrice svedese che parla molto bene l’inglese, non ha dimenticato il tedesco, non riesce a farsi capire bene in francese e in italiano sa dire soltanto “ti amo”, sono pronta a venire in Italia per lavorare con lei».

Firmato: Ingrid Bergman

600full-ingrid-bergmanSemplicemente fantastica. Se la vicenda vi ha stuzzicato, e credo lo abbia fatto amenochè non siate fatti di calcare o lavoriate in una banca svizzera, Marcello Sorgi ne fa una cronaca romanzata assolutamente godibile ne Le amanti del vulcano. Bergman, Magnani, Rossellini: un triangolo di passioni nell’Italia del dopo guerra, da poco uscito per Rizzoli. Se amate il genere, queste meravigliose epopee italiche tutte bellezza e languore, vi consiglio anche Il grande dandy, ritratto del principe Lanza di Trabia dello stesso autore.

Concludendo, “non ho mai visto in vita mia, nemmeno nei film di cui la Bergman è protagonista, una donna così trasparentemente pulita.” Lo dice Indro Montanelli, e vi saluta Jay “Jacum” Gatsby

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