Bukowski come non l’avete mai visto (e letto)

24 Set

Iniziamo la rubrica dedicata alle letture con una scelta insolita: un fumetto. Non ne compravo dai tempi di LMVDM di Gipi (fantastico) ma l’altro giorno sono entrato in libreria con un’amica che conoscendo i miei gusti mi ha fatto notare nella sezione Novità “Goodbye Bukowski” di Flavio Montelli. Esce per i tipi della Coconino Press, casa bolognese che oltre ad essere la stessa di Gipi è pure in stretta alleanza con la Fandango di Procacci; insomma una garanzia. Il disegno in copertina ritrae un Hank sulla cinquantina con una fiumana di ragazzi sullo sfondo e in mano “The heart is a lonley hunter” di Carson McCullers, e già uno che disegna Bukowski che legge McCullers è andato oltre alla fase Vecchio sporcaccione. Buon segno, portiamocelo a casa. Premetto che sono prossimo a completare la lettura dell’opera omnia di un autore che è sempre stato tra i miei preferiti e un minimo ne so ma non so davvero cosa aspettarmi da questa cosa che si rivela essere una biografia raccontata in prima persona dallo stesso Hank.

Vi dico immediatamente che il libro mi è piaciuto molto perchè si discosta dalla visione trita e ritrita dello scrittore maledetto e ubriacone per eccellenza. Chiunque abbia letto di più dai racconti di puttane e vodka riesce a intravedere un uomo che ha lavorato 15 anni in un ufficio postale e che la sera se ne stava mediamente chiuso in casa ad ascoltare musica classica e scrivere (almeno nella seconda parte della sua vita), che ha lasciato il lavoro sono quando la Black Sparrow gli ha offerto un vitalizio, padre di una figlia, ecc. ecc. Bene queste cose uno le “intuiva”, Montelli ne fa un libro. Intanto probabilmente si è letto bene sia la biografia di Sounes, sia la bellissima intervista con la Pivano. Poi inizia a tratteggiare il personaggio partendo dai suoi rapporti con tre donne adulte (Diana, Jane e Linda) più un’altro, il più importante, con la figlia Marina. La sua giovinezza ce la racconta in un lampo, e gli da un aurea che sa un pò di polvere, nel senso di “Chiedi alla polvere”, romanzo ri-scoperto proprio da Bukowski. Ci sono pochissime bottiglie in questo libro e nessuna tetta, al massimo un fantastico prima-dopo aver fatto l’amore con Diana, e forse questo è il pregio e il limite di quest’opera. Abbiamo l’immagine di un Bukowski quasi “impalpabile”, una figura poetica, una tristezza dolce e quasi eccessiva che tralascia quasi completamente gli aspetti rissosi e violenti della sua vita (anche con le sue donne).

Ma questo libro non è un’agiografia, tranquilli, mi sembra più uno sguardo al birght side of the moon, o almeno un avventura in un terriotrio poco esplorato della vita di Bukowski che sicurmanete non era un santo ma neanche un poeta maledetto e infatti Montelli gli fa dire che “i critici mi incorniciarono come quello che aveva rivoluzionato la poesia moderna (…) ma la cornice non contava nulla per me”  La verità sta nel mezzo, e mi sono pure un pò commosso quando ho letto la parte in cui parla a un’addormentata Marina. Dei disegni vorrei non parlare visto che non sono nè un esperto nè un amatore ma li trovo splendidi, pure la scelta dell’aquarello per la fase finale (quella di Linda e di Hollywood, hollywood per intenderci). E si legge bene, benissimo; le citazioni letterali sono intelligentemente al minimo anche se scelte con cura. Una ve la riporto e fa: questa è una cosa importante – la pittura – scrivere è dipingere, e prima si capirà questa verità elementare meno merda noiosa inonderà il mercato, meno avrò bisogno di ubriacarmi. Goddbye Bukowski sta come Hank, a metà tra una puttana e una poesia. E mi è piaciuto un sacco

Henry “Vighi” Cinasky

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Una Risposta to “Bukowski come non l’avete mai visto (e letto)”

  1. iquadernidellosteria 15 ottobre 2012 a 11:38 am #

    Siamo felici che l’autore del libro Flavio Montelli abbia apprezzato la recensione e ci abbia citato nel suo blog. Speriamo di sentir ancora parlare di lui!

    http://flavio-montelli.blogspot.it/2012/10/nuove-impressioni-su-buk.html

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